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Dopo l’introduzione dell’agopuntura, l’OMS si prepara ora a inserire la medicina cinese nel suo compendio medico globale, un documento che viene periodicamente aggiornato e che indirizza il modo in cui si fanno le diagnosi.

Sta per divenire realtà l’integrazione della Medicina Tradizionale Cinese nei sistemi sanitari degli Stati membri dell’Organizzazione Sanitaria Mondiale.

L’OMS, infatti, dopo l’introduzione dell’agopuntura, si sta preparando ad inserire la medicina cinese nel suo compendio medico globale, un documento che viene periodicamente aggiornato e che indirizza il modo in cui si fanno le diagnosi, un segnale di consapevolezza e di riconoscimento della validità terapeutica della Medicina Tradizionale Cinese che, con una storia di circa tremila anni, sta vedendo negli ultimi tempi una grande diffusione in tutto il mondo.

La medicina tradizionale cinese si basa sulla teoria che l’energia vitale (Qi) fluisca nel corpo e che la malattia è la rottura di questo equilibrio energetico.

I trattamenti, come l’agopuntura, si basano sui principi di yin e yang, e servono a ripristinare l’equilibrio.

L’impostazione occidentale cerca invece cause ben definite per spiegare la malattia e solitamente richiede studi clinici randomizzati e controllati che forniscano prove che un farmaco funzioni.

L’OMS puntualizza sulla rivista Nature che la sua strategia è quella di “fornire una guida per gli Stati membri per la regolazione e l’integrazione, di prodotti sicuri e di qualità garantita”, per “integrarla nei sistemi sanitari, ove opportuno”.